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Come evitare i disturbi video
nei grandi impianti TVCC
Nel
tutorial sul collegamento video
abbiamo visto quali cavi utilizzare per il cablaggio delle telecamere e
nel tutorial sull'attenuazione
abbiamo spiegato come calcolare la lunghezza massima del cavo video.
Seguendo le indicazioni in essi riportate, sarete in grado di
cablare correttamente il vostro sistema di telecamere a circuito chiuso.
Ma anche se avete fatto tutto bene ed avete acquistato materiali di
prim'ordine, vi potrebbe capitare di scoprire che il risultato non è
quello che vi aspettavate.
L'immagine è disturbata, non chiara e percorsa da strane righe più scure.
Cosa sta succedendo?
Se l'immagine sullo schermo ricorda quella qui a lato
è molto probabile che abbiate a che fare con un disturbo di natura
elettromagnetica.
In questo tutorial spieghiamo come prevenire questo genere di problemi.
Il
verme nella mela
Il
disturbo
elettro-magnetico sta alla TVCC come il verme sta alla mela.
Avete accuratamente selezionato le migliori telecamere ed i monitor a più
alta risoluzione, avete faticosamente collegato il tutto con il migliore
cavo coassiale ed ecco che, al momento del collaudo finale, il verme salta
fuori e l'immagine che appare sul monitor vi getta nella disperazione.
Normalmente si tende a riversare la colpa sui componenti e si litiga con
il fornitore delle telecamere, ma questo non serve a risolvere il problema
che non ha in realtà nulla a che fare con i materiali impiegati.
Cosa
genera i disturbi elettromagnetici
I disturbi
elettromagnetici deturpano l'immagine con linee chiaro-scure orizzontali
o verticali oppure con
spesse bande scure che si muovono lentamente sullo schermo. Il disturbo può
essere appena visibile, oppure talmente evidente da oscurare l'immagine reale. All'origine di un disturbo video di questo tipo c'è
quasi sempre una circolazione di corrente lungo la calza del cavo
coassiale. Essa può essere generata da due fenomeni:
Il ritorno di
terra (ground loop)
L' induzione del
campo magnetico del cavo
Queste correnti sono in genere molto deboli in impianti di piccole
dimensioni, ma possono essere rilevanti in impianti grandi di notevole
estensione. Ecco perchè non dovete preoccuparvi più di tanto se
realizzate un piccolo impianto, mentre dovete essere molto attenti se
state realizzando un impianto grande.
In questa sezione del tutorial cerchiamo di dare alcune indicazioni sul
corretto cablaggio degli impianti di televisione a circuito chiuso, senza
pretendere però di coprire esaurientemente l'argomento.
Ricordiamo, infatti, che la realizzazione di impianti TVCC di grande
estensione, dovrebbe essere riservata a personale altamente specializzato
e con adeguata esperienza installativa.
Attenzione ai cavi in corrente alternata
Ogni tipo di corrente elettrica, di qualsiasi origine,
che transiti in prossimità del cavo video coassiale, introduce
inevitabilmente delle interferenze. La schermatura del cavo coassiale
fornisce una buona protezione nel confronti delle frequenze alte, ma è
quasi inefficace nei confronti degli impulsi elettrici a bassa frequenza.
Per questo va sempre tenuta a mente la seguente regola:"Evitare, per quanto possibile, il passaggio di cavi elettrici in corrente
alternata (il 220V a frequenza 50 Hz cioè bassa) a fianco del cavo
coassiale video". Su tratte brevi è possibile non rilevare grossi problemi,
ma su distanze maggiori questo errore potrebbe rivelarsi fatale. Fate
correre il cavo coassiale in una canalina da solo, ben riparato dalle
malefiche correnti alternate. La corrente continua, non è così pericolosa,
quindi il 12VDC può anche correre insieme al coassiale senza creare problemi. Ricordate però che la caduta di tensione in corrente continua è
molto più alta che in corrente alternata, e non vi sarà possibile quindi
percorrere lunghe tratte, pena ritrovarvi alla fine con un voltaggio
insufficiente a garantire il funzionamento della telecamera.
Collegare a terra l'impianto TVCC
Qualsiasi impianto elettrico dovrebbe sempre essere
collegato a terra. Questo è richiesto dalle normative impiantistiche ma è
soprattutto importante per la salvaguardia delle persone e delle
apparecchiature. Un buon collegamento verso terra garantisce un percorso a
bassa resistenza attraverso il quale una corrente di guasto può
scaricarsi verso terra invece di avere effetti distruttivi su cose e
persone. Una buona terra permette alle apparecchiature di protezione di
funzionare correttamente ed intervenire tempestivamente in caso di
anomalie.
Dal punto di vista degli impianti di televisione a circuito chiuso, la
terra influenza molto il comportamento del cavo coassiale. Per il
corretto funzionamento di un cavo coassiale, infatti, la calza va
collegata a terra in modo che possa scaricare facilmente tutte le correnti
che dovessero attraversarla a causa di interferenze esterne. Il
collegamento a terra della calza del cavo coassiale è normalmente
garantito dal connettore BNC del monitor o dell'apparecchio di gestione
video, che collega la calza a terra.
Il collegamento a terra, consente alla calza di svolgere al meglio la sua
funzione schermante nei confronti del segnale video che scorre
all'interno.
Cosa accadrebbe se la calza del cavo fosse isolata da terra? Dal
punto di vista della pura qualità audio/video, un impianto TVCC di piccole
dimensioni può funzionare decentemente anche senza terra, ma un impianto
TVCC di grandi dimensioni non collegato a terra si comporta in modo assai
bizzarro, è soggetto ad interferenze di ogni origine, a disturbi di
radiofrequenza ed è percorso da correnti parassite di origine
elettromagnetica. Anche se fosse, per assurdo, consentito dalle normative,
non sarebbe pensabile realizzare un impianto TVCC di grosse dimensioni
isolato da terra in quanto sarebbe ingestibile.
Collegare a terra i due
capi del cavo coassiale
Se sia necessario collegare a terra solo un'estremità della calza o
entrambe e materia su cui esistono varie opinioni.
Alcuni sostengono che sia conveniente collegare a terra la calza solo da
un lato, normalmente il monitor, ed isolare da terra l'altro capo del cavo
(telecamera).
Il vantaggio che si dovrebbe ottenere è un'interruzione
fisica del circuito di terra dell'impianto, in grado di evitare pericolosi
ritorni di terra (vedi paragrafo successivo), causa frequente di disturbi
video.
Questo vantaggio è
indubbiamente vero, tant'è che la maggioranza degli impianti TVCC vengono
oggi realizzati in questo modo.
Tuttavia guardate i disegni qui a fianco: vi abbiamo rappresentato una
telecamera, un monitor, il cavo e la terra. Si nota come il campo magnetico generato da un sistema
il cui cavo sia a terra da un solo capo, sia praticamente lo stesso di un
circuito che utilizzi cavo non schermato, quindi le correnti parassite
saranno molto alte e si corre il rischio che la calza del cavo sia
attraversata da correnti indotte anche elevate.
In pratica collegando a
terra un solo capo del cavo coassiale si riduce da un lato il rischio di
ritorni di terra, ma si aumenta dall'altro il valore delle correnti di
origine indotta generate dal campo magnetico del circuito.
Collegando la calza a terra dai due lati, si riduce la dimensione del
campo magnetico del circuito e si riducono in questo modo le correnti
indotte da esso generate lungo il circuito.
Comunque, sebbene la teoria dovrebbe far preferire una messa a terra dai
due lati, la pratica consiglia di accontentarsi della terra garantita dal
monitor ed isolare da terra molto bene la telecamera. Questo perchè avere
le due terre (telecamera e monitor) allo stesso identico potenziale
prevede un impianto di alimentazione fatto a regola d'arte, pena esporsi
ai pericolosissimi ritorni di terra, che sono di gran lunga più pericolosi
degli effetti del campo magnetico.
Evitare i ritorni di terra
Collegare l'impianto TVCC alla
terra introduce anche dei potenziali problemi in quanto potrebbe
verificarsi un indesiderato passaggio di corrente lungo la calza del cavo
coassiale.
Immaginiamo ad esempio una telecamera posta in un capannone industriale e
collegata a terra tramite la sua alimentazione. Supponiamo di collegarla
ad un monitor posto nella palazzina uffici della stessa azienda, e
collegato anch'esso a terra. Le due terre dovrebbero essere teoricamente
allo stesso potenziale ma nella realtà, vista la differente natura del
terreno non sarà mai così. Fra le due terre esisterà una piccola
differenza di potenziale che favorirà il crearsi di una corrente lungo la
calza del coassiale.

Questa corrente parassita seppur di minimo amperaggio ha grosse
probabilità di creare sullo schermo un disturbo. Questo fenomeno, noto in
inglese come Ground Loop e traducibile come ritorno di terra, si previene
avendo cura di riferire tutto l'impianto ad una terra unica e non a terre
differenti. Se questo è impossibile è necessario comunque tendere ad avere
quanti più apparecchi possibile riferiti da una sola terra comune.
E' inoltre consigliabile, ove possibile, condurre ogni apparecchio
individualmente a terra con un proprio cavo dedicato e non collegare tutti
gli apparecchi in serie sulla stessa terra.

Se tuttavia il fenomeno
si verifica a cablaggio completato, ed eliminare il problema all'origine
risultasse impossibile o troppo oneroso, potete ricorrere ad apposite
apparecchiature, in genere isolatori, posti ad una terminazione del cavo,
i quali interrompono fisicamente il circuito attraverso il quale si muove
la corrente di ritorno. . Conviene richiedere una consulenza di un
costruttore di queste apparecchiature prima di procedere all'acquisto.
Non risparmiate sui cavi coassiali
Usate solo cavi coassiali di qualità di cui siano disponibili i dati
tecnici di riferimento. Diffidate di cavi venduti a metro di cui non siano
noti i valori di attenuazione. Utilizzate connettori BNC a crimpare e
installateli correttamente in modo che garantiscano una conduttività
ottimale ed un isolamento dalle interferenze adeguato
(vedi tutorial sull'installazione
dei terminali BNC). Non fate fare al cavo video un percorso
eccessivamente tortuoso. Curve di raggio inferiore a 10 volte il diametro
del cavo (6 cm, è il diametro dell'RG59) non sono accettabili.
Non giuntate i cavi coassiali
Il cavo coassiale deve essere intero per quanto possibile, in quanto una
qualsiasi giunta introduce
grandi perdite. In caso essa si rendesse necessaria,
utilizzare sempre terminali
BNC maschio e femmina che garantiranno almeno un buon isolamento.
Attenzione alle derivazioni
Evitate assolutamente derivazioni a T, eseguite con connettori tipo quello
qui
sotto, il cui uso è consentito solo su tratte molto corte.
Se è necessario
distribuire il segnale video
su più direzioni usate un apposito ripartitore di segnale. Il ripartitore
viene collegato al coassiale e fornisce 2 o più uscite video tutte di
ampiezza corretta (1Vp-p) e quindi perfettamente utilizzabili.
Alimentate correttamente le telecamere
La maggioranza dei casi di immagine video imperfetta sono da
addebitarsi ad un'alimentazione non appropriata della telecamera. Comunque
alimentiate le telecamere, sia con alimentatori individuali che con una
rete di alimentazione centralizzata, verificate che la tensione sullo
spinotto che collegate alla telecamera sia sempre esattamente quella
prevista per la telecamera. Leggete il
tutorial sull'alimentazione delle
telecamere per saperne di più.
La terminazione del cavo coassiale
Per mantenere un corretto livello di impedenza del collegamento è
necessario che l'impedenza di 75 Ohm della telecamera corrisponda ad
un'uguale impedenza al termine del cavo cioè in corrispondenza del
monitor. Questa è di regola inserita nel monitor stesso. Per questo i
monitor dispongono a volte di due ingressi: uno da utilizzarsi se il
monitor è l'ultimo apparecchio collegato (con terminazione 75 Ohm) ed uno
da utilizzare se invece si desidera poi proseguire verso un altro monitor
(senza terminazione).
Nell'esempio seguente il primo monitor viene collegato usando l'ingresso
senza terminazione mentre il secondo termina la linea ed utilizza un
ingresso apposito che include la resistenza.

La mancanza della terminazione 75 ohm può comportare la
comparsa di disturbi video. Il più classico è un'immagine fantasma (in
inglese Ghost image), ossia un'impressione di sdoppiamento o di effetto
ombra. Come abbiamo visto, è sufficiente scegliere correttamente l'ingresso
del monitor per evitare il problema.
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