Il cablaggio video delle telecamere analogiche

Il segnale video che esce dalle telecamere a circuito chiuso, deve essere portato agli apparecchi che lo utilizzano, come i monitor o i videoregistratori. Il più classico metodo di trasporto consiste nell'utilizzo di cavi coassiali.

 Il cavo coassiale

E' il cavo utilizzato per trasportare il segnale video a lunghe distanze.
E' composto da un'anima di rame massiccio avvolta da una calza metallica la cui funzione è schermare le interferenze. Fra i due materiali conduttori (anima e calza) è interposto uno spesso strato di isolante. Esternamente il cavo è protetto con del PVC.
Il cavo coassiale è disponibile in varie configurazioni a seconda dell'impiego. Per il trasporto del segnale video TVCC il cavo coassiale più utilizzato ha sigla RG59 ed ha un'impedenza di 75 Ohm, che è quella prevista dall'uscita video di tutte le telecamere. 
Non utilizzate un cavo coassiale con impedenza diversa anche se costruttivamente simile (molto diffuso RG58 - 50 Ohm) perchè questo porterebbe una degradazione del segnale video. Il cavo coassiale RG59 ha una rigidità media ed un diametro esterno di circa 6 mm. In linea generale, anche se non è sempre vero, più il cavo è rigido maggiore è la sua qualità e minore l'attenuazione di segnale, per contro è meno semplice passarlo attraverso tubi e canaline.
Il segnale che viaggia sul cavo coassiale viene definito "sbilanciato" in quanto il segnale viaggia sul conduttore centrale mentre il conduttore esterno (la calza) viene solamente usato per bilanciare la differenza di potenziale fra i due capi del cavo. Vedremo in un seguente tutorial che esiste anche la possibilità di trasferire il video in modo "bilanciato" con del cavo twistato.

 I connettori BNC ed RCA

Il cavo coassiale si collega alle telecamere e agli altri apparecchi con dei connettori denominati BNC che permettono un innesto a baionetta molto solido.
Ne esistono di varie versioni a saldare e a crimpare, se avete dei dubbi su come si montano leggete il tutorial sui terminali per cavi coassiali.
I cavi normali per i cablaggi corti si collegano in genere con dei connettori RCA che si innestano a pressione e sono più piccoli.
E' possibile convertire facilmente i connettori BNC in RCA e viceversa utilizzando gli appositi adattatori.


RCA    BNC

 La lunghezza del cavo

In materia di cablaggio video la domanda più naturale è la seguente: "qual'è la distanza massima a cui posso cablare la telecamera con un cavo coassiale?". A questa domanda non esiste una risposta univoca e, tanto per iniziare, spieghiamo il perchè.
Non è possibile dire che un cavo coassiale "va bene fino a X metri". Il cavo non ha una lunghezza precisa entro cui funziona bene e superata la quale smette di funzionare. Viceversa esso continuerà a funzionare anche aumentando la sua lunghezza, ma  introdurrà un degrado sempre maggiore della qualità del segnale.
Più è lungo il cavo, più la qualità del segnale video e quindi dell'immagine sul monitor risulta impoverita. Ne consegue che la lunghezza massima del cavo non è un valore fisso, ma dipende da quanto impoverimento d'immagine siete disposti ad accettare.
Siccome spiegando questo vi abbiamo forse chiarito un po' le idee, ma non certo aiutato a risolvere il problema, andiamo oltre.

 Il cavo coassiale divora le frequenze più alte

Il segnale video è composto da molte frequenze. Le frequenze più alte sono quelle che subiscono maggiormente l'effetto del trasporto via cavo e che il nostro cavo coassiale inesorabilmente taglierà in modo proporzionale alla sua lunghezza.
Qui sotto è riportato il tracciato che si ottiene con uno strumento apposito in grado di inviare lungo il cavo dei pacchetti a frequenze diverse. In alto è rappresentato il risultato al termine di una cavo corto, mentre sotto vediamo cosa resta dopo 400 metri di cavo. Come potete vedere il segnale risulta in generale fortemente attenuato, ma le frequenze alte sono state penalizzate di più di quelle basse.

La perdita delle frequenze alte genera un globale impoverimento dell'immagine. Sul monitor non si riconoscono più le strutture fini. Nel caso di superfici adiacenti bianche e nere, il passaggio non è più immediato, ma si vede una zona di grigio che sembra rendere l'immagine non a fuoco. Anche la variazione dei colori, nel passaggio ad esempio da chiaro a scuro, risulta più lenta e meno definita. Tutti questi  sono i risultati dell'attenuazione introdotta dal cavo. Un'attenuazione veramente eccessiva porta infine ad un deterioramento totale del segnale video con perdita dei colori e della definizione.

 Quanta attenuazione del segnale è ammissibile?

Dipende dal livello qualitativo dell'impianto:

In un sistema CCTV di alto livello dove si utilizzano telecamere ad alta risoluzione ed è importante la visione del dettaglio, l'attenuazione non deve superare i 3dB.
In un sistema CCTV di medio livello, dove si utilizzano telecamere a risoluzione standard ed è prioritario il controllo dell'intrusione più che la percezione del dettaglio, è possibile accettare fino a 6dB di attenuazione.

Ma come calcolare l'attenuazione del vostro cavo ?

Imparatelo nel tutorial sul calcolo dell'attenuazione


 

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